RC auto nel Decreto Legge n.145/2013 “Destinazione Italia”

Scritto il 16/07/2014, 04:07.

LINK TO: Civile

Segnaletica SicurezzaL’art. 8 del Decreto Legge Destinazione Italia è stato redatto con l’obiettivo di ridurre le tariffe che le compagnie di assicurazione applicano per la RC auto, da tanti ritenute troppo alte.

Sui giornali e nelle trasmissioni televisive si evidenzia spesso che le tariffe in Italia sono più alte dell’X% della media europea (dove X sta per 25,30 od anche 35 a seconda del giornale o della trasmissione televisiva). Indubbiamente è vero che le tariffe in Italia sono molto più alte di quelle applicate in altri paesi europei, ma, per correttezza, alla percentuale di maggior costo bisognerebbe affiancare anche i dati relativi alla frequenza ed al costo medio dei sinistri RC, dati evidentemente sconosciuti dai nostri giornali e dalle nostre televisioni e reperibili solo su riviste specializzate del settore assicurativo.

Facciamo un esempio (con dati ovviamente inventati): se in Francia la frequenza sinistri è 0,075, il costo medio è 1.000, premio puro è 75; se in Italia la frequenza sinistri è 0,079, il costo medio è 1.200, premio puro è 93,6 cioè +24,8% in più; quindi se in Italia le tariffe sono più alte del 25% circa, lo sono in valore assoluto, e non per volontà delle compagnie, ma per un andamento tecnico obiettivamente più pesante; inoltre bisogna tenere conto anche dei “caricamenti” (e queste si dipendono dalle compagnie) e del Fondo vittime della strada che fanno parte del premio imponibile; ma non basta ancora, in Italia al premio imponibile si applica il contributo per il Servizio Sanitario Nazionale. Facendo dei raffronti che tengano conto di tutti questi parametri, magari si potrebbe scoprire che le nostre compagnie sono più buone di quello che si crede.

Tutto questo è vero, ma resta la realtà che noi italiani paghiamo premi RC molto più alti rispetto alla media europea.

Il Decreto Destinazione Italia introduce alcune disposizioni che possono incidere sia sui costi che sull’altra piaga delle truffe, sempre più frequenti visto il perdurare e l’aggravamento della crisi economica.

Naturalmente ogni singola disposizione va a toccare interessi contrapposti e la conseguenza è il solito coro di proteste; siamo alle solite: da almeno due anni tutti riconoscono che i sacrifici sono necessari, quelli degli altri naturalmente, non i nostri!

Dopo questa lunga premessa vediamo di analizzare alcune delle disposizioni più rilevanti del decreto, evitando il più possibile argomentazioni politiche, giuridiche ed assicurative.

 

La scatola nera

Si tratta di un gps con funzioni di localizzatore e non di un antifurto; in caso di incidente “le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte non dimostri il mancato funzionamento del predetto dispositivo”; inoltre questi dispositivi  forniscono dati per informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale; dal 1 ottobre 2014 i dati sulle attività dei veicoli saranno trasmessi ad un centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, non ancora istituito.

Fino ad ora gli automobilisti si dividono in due categorie: quelli che “vogliono assolutamente la scatola nera un po’ per lo sconto che non dovrà essere inferiore al 7% (ma di che cosa non è molto chiaro si parla “dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno recedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione” quindi non chiedetemi di calcolarlo!), un po’ perché affascinati dalla novità e quelli che assolutamente non la vogliono perché la ritengono uno strumento da Grande Fratello.

Naturalmente oltre alla scatola nera esistono altri gps più completi, dei veri e propri antifurto, la cui installazione comporta degli sconti anche sulle garanzie incendio e furto, ma che non sempre è gratuita.

Un esempio banale di come la scatola nera può contribuire alla lotta alle truffe:

in caso di tamponamento, spesso chi si trova nel veicolo tamponato dichiara di aver subito un colpo di frusta, ma se dal gps del veicolo che ha tamponato risulta che questo marciava ad una velocità di 40km orari … non ci possono essere colpi di frusta.

 

I testimoni

Questa è una importante novità:  l’identificazione dei testimoni deve essere fatta sul luogo del sinistro perché se avvenuta in un momento successivo ne comporta l’inammissibilità, infatti “In caso di giudizio, il giudice sulla base della documentazione prodotta, non ammette le testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità previste”; tuttavia il giudice può disporre l’audizione di questi testimoni nei soli casi in cui “risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione.

Finalmente una lotta ai testimoni di comodo che appaiono anche un mese dopo l’incidente!

 

Il risarcimento in forma specifica

In realtà non è una novità assoluta, molte compagnie già da tempo riconoscono sconti a quei clienti che accettano di rivolgersi solo alle proprie carrozzerie  fiduciarie, con le quali hanno concordato il costo orario della mano d’opera; l’assicurato non paga ed il carrozziere viene rimborsato direttamente dalla compagnia la quale “deve fornire idonea garanzia sulle riparazioni effettuate”. Lo sconto minimo previsto dal decreto è del 5% (anche qui non si sa bene di che cosa). In caso di mancato utilizzo della carrozzeria fiduciaria, il risarcimento viene riconosciuto non in base a quanto effettivamente pagato, ma in base al prezziario concordato, cioè rimborsano al danneggiato solo quanto la compagnia per quel sinistro avrebbe pagato alla carrozzeria fiduciaria stessa.

Questo è uno dei punti che ha suscitato tante proteste da parte delle carrozzerie cosiddette “indipendenti”, le quali sostengono che questa norma è in contrasto con la libera concorrenza e va a scapito della qualità del lavoro.

Indubbiamente la grande maggioranza delle carrozzerie “indipendenti” operano con serietà e correttezza, ma ci si domanda perché sono tante le carrozzerie che pur raggiungere accordi con le compagnie, applicano costi più bassi? Puntano a guadagnare di meno sul singolo lavoro, ma di averne tanti di più?

Ma ci si domanda anche perché alcune carrozzerie (non tante invero)  hanno l’abitudine di ….

segue al prossimo punto.

 

Divieto di cessione del diritto al risarcimento

Hai avuto un sinistro con ragione? Vai da un carrozziere chiedi un preventivo per sapere come regolarti con l’assicurazione e … ti senti fare una proposta: non ti preoccupare, ci pensiamo noi, ti ripariamo l’auto, tu non paghi nulla e noi ci facciamo pagare dalla compagnia assicuratrice; firma qui, ci lasci l’auto e te ne vai con la nostra auto di cortesia.

Certo è una proposta allettante per il danneggiato, ma in realtà il carrozziere  ha alle spalle una struttura per il ottenere il risarcimento ed i costi per la compagnia assicuratrice aumentano per onorari vari. Per fortuna non è una prassi costante, ma succede.

Per questo motivo il decreto Destinazione Italia prevede la possibilità di offrire al proprio assicurato uno sconto, se accetta il divieto di cessione del diritto al risarcimento, non inferiore al 4% sempre dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno recedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione. La norma serve principalmente a combattere le organizzazioni specializzate in truffe alle compagnie che sono sempre più numerose e diffuse ormai su tutto il territorio italiano dal nord al sud.

Questa norma prevede anche la possibilità di usufruire di uno sconto non inferiore al 7% (calcolato nel solito modo) per chi accetta di “avvalersi di prestazioni di servizi medico-medico sanitari resi da professionisti individuati e remunerati dalle medesime imprese, che pubblicano i nominativi sul proprio sito”; non mi pare una norma giusta, personalmente ritengo che il rapporto con medico sia fiduciario e strettamente personale e non mi piace l’idea che qualcuno, pur di avere un ulteriore sconticino, possa decidere di “ripudiare” il proprio medico.

 

A questo punto, secondo logica, dovrei essere in grado di dire a quanto ammonta lo sconto complessivo per chi accetta tutte le clausole particolari del Decreto; ma conosciamo le percentuali di sconto e non a cosa si debbono applicare; automobilisti chiedete al vostro assicuratore, molte compagnie già da tempo fanno sconti per la scatola nera e per chi accetta le carrozzerie fiduciarie; sul resto si vedrà.

 

In conclusione, l’art. 8 del Decreto Destinazione Italia è stato elaborato con buone intenzione e, sulla carta, con discrete possibilità di incidere sulle tariffe RC Auto a vantaggio di tutti gli automobilisti; inoltre, abbassando le tariffe dovrebbe diminuire il numero dei veicoli che girano senza assicurazione o con assicurazioni false e ciò dovrebbe, a sua volta, favorire una ulteriore riduzione dei premi.

E’ però importante che i provvedimenti del Decreto non vengano strumentalizzati per iniziative “improvvide” atte a creare dei veri e propri squilibri tariffari, come l’affermazione che con la scatola nera si deve arrivare alla tariffa RC unica nazionale. Gli assicurati di alcune città farebbero certo salti di gioia, ma in tantissime altre il risultato sarebbe un raddoppio, se non di più, delle tariffe. Dopo le manifestazioni anche di piazza dei carrozzieri indipendenti, forse si arriverebbe alle barricate degli automobilisti di alcune regioni.

Non ci resta osservare attentamente gli sviluppi della situazione e, sicuramente, interverremo ancora sull’argomento.

 Dott. Umberto Martelli

 

Articoli correlati:

Scrivi un commento