Il consumatore difettoso. Da Marcuse ai suoi eredi.

Scritto il 1/10/2012, 06:10.

LINK TO: Fisco e Finanza

Il messaggio di Marcuse ha lasciato segni indelebili che coprono non solo il campo della sociologia ma ovviamente anche quello dell’economia e della politica. Numerosi i suoi eredi o compagni di cordata.

Dall’uomo “a una dimensione” alla critica della società dei consumi: uguale il percorso. Basti pensare alla lettura dei maggiori contemporanei; tra tutti Zygmunt Bauman, l’inventore della preziosa definizione della società attuale come Modernità liquida, quella in cui non ci sono valori duraturi e affidabili certezze ma solo il valore di tempo breve, anzi istantaneo, del consumo.

La società dei produttori si è trasformata in una società di consumatori. Questi rappresentano il principio attivo dell’attuale società mentre il suo passivo più fastidioso e costoso è costituito dai consumatori “difettosi, quelli cioè che non contribuiscono alla diffusione e all’incremento dei consumi; “coloro che non hanno risorse per accrescere la capienza del mercato dei beni di consumo e creano invece altro tipo di domanda che l’industria orientata ai consumi non è in grado di intercettare e colonizzare in modo redditizio” (Z. Bauman, Vite che non possiamo permetterci, Laterza 2011).

I consumatori difettosi sono guardati con apprensione e sospetto a differenza di come, nello stato sociale, venivano considerati i meno abbienti e i più bisognosi verso i quali la collettività si teneva in debito di solidarietà e soccorso. Essi sono ritenuti oggi dal potere economico come socialmente inutili e necessariamente scontenti e insofferenti della generale e consolidata spinta al consumo; vanno perciò guardati persiono con sospetto e preoccupazione perché potenzialmente pericolosi per il potere economico e per quello politico che ubbidisce al primo.

A questa analisi di Bauman e di tanti altri valorosi sociologi contemporanei, si accompagna la drammatica certezza della inutilità dei consumi indifferenziati e dell’effetto disastroso che ha l’economia dei consumi sulla qualità delle scelte e dei modelli.

Di questa certezza si è fatto portavoce già molti anni fa Jean BaudrillardIl capitale sostituisce alla forma mercantile la forma strutturale del valore. È quest’ultima che governa tutta la strategia attuale del sistema; questa mutazione storica e sociale è leggibile a tutti i livelli… commutabilità del bello e del brutto nella moda, della sinistra e della destra in politica, del vero e del falso in tutti i messaggi dei media, dell’utile e dell’inutile a livello degli oggetti, della natura e della cultura a tutti i livelli di significazione. Tutti i grandi criteri umanistici del valore, quelli di tutta una civiltà del giudizio morale, estetico, pratico, si cancellano nel nostro sistema di immagini e di segni” (J. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, Feltrinelli 1979).

La critica ai consumi ha inevitabilmente dilagato divenendo critica alla pubblicità, critica talvolta eccessiva e ingiusta che tuttavia coglie nel segno quando vede nella pubblicità il pericolo di plasmare un nuovo modello di vita distruggendo certezze e valori. “Nata come strategia commerciale al servizio dell’economia, la pubblicità ha ampiamente travalicato l’ambito della propria competenza arrivando a plasmare un modello di vita. Essa è parte fondante del modo di vita occidentale, del suo consumismo forsennato, del saccheggio ambientale e controlla settori chiave come l’informazione” (Gruppo Marcuse, Movimento Autonomo di Riflessione Critica a Uso dei Sopravvissuti dell’Economia, Miseria umana della pubblicità, Eleuthera).

È chiaro, non si può negarlo, che un siffatto grido di allarme rivela una vocazione libertaria se non anarcoide e tuttavia nel contempo non se ne può negare la fondatezza specialmente quando, come unica ricetta alla crisi economica che sta attentando alle nostre poche certezze, sentiamo continui e autorevoli inviti a “crescere” ciò a produrre e soprattutto a consumare di più, esortazioni peraltro vistosamente contraddette da una politica di riduzione della spesa e di incremento del prelievo fiscale, contraddizione questa stridente ed allarmante perché ci conduce a credere che i politici o meglio gli economisti che ci governano non abbiano altro modello da praticare e proporre se non quello del consumo sfrenato e senza valori di scelta.

Articoli correlati:

Scrivi un commento

Divertirsi imparando

Iniziative sociali in zona Tribunale

Iniziative sociali in zona Tribunale. Roma, quartiere Prati. Partirà dal mese di marzo prossimo, presso i locali della Parrocchia di Santa Lucia, sita... [Continua]

Corso personalizzato per la preparazione al Nuovo Esame di Avvocato

iscrizioni aperte

Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso personalizzato per la preparazione al prossimo Esame di Avvocato 2015/2016. Il corso offre una preparazione... [Continua]

Il Nuovo Esame di Avvocato

Riforma del 2012 (art. 46 Legge n. 247/2012)

La riforma del 2012 (art. 46 Legge n.247/2012) ha introdotto importanti modifiche all’esame di abilitazione all’esercizio alla professione di Avvocato. Dalla... [Continua]

Recente sentenza sul legittimo impedimento

Corte di Cass. Pen. n. 32949/2012

Costituisce legittimo impedimento a comparire in udienza il diritto del difensore di poter partecipare al funerale di un suo prossimo congiunto rappresentando... [Continua]

Attiva i riferimenti normativi con il Parser Normativo

Scarica da www.normattiva.it il software che trasforma in link i riferimenti normativi contenuti in un testo giuridico

Per attivare i riferimenti normativi in un testo è possibile utilizzare il Parser Normativo, scaricabile dal sito NORMATTIVA “il portale della legge... [Continua]

Milano. Chiusura Uffici dell’Ordine degli Avvocati di Milano e della Fondazione Forense

24 dicembre 2012 e 31 dicembre 2012

Gli Uffici dell’Ordine degli Avvocati di Milano e della Fondazione Forense di Milano resteranno chiusi nei giorni 24 e 31 dicembre 2012. Si segnala che: –... [Continua]