Ammansire le belve

Scritto il 18/07/2014, 04:07.

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Domatore di leoni illustrazione inglese (1873). Immagine di pubblico dominioNella vita professionale o privata può capitare a tutti di incontrare una persona adirata; in pochi attimi i comportamenti consoni a una società civilizzata possono scomparire per lasciare spazio a reazioni e a gesti comandati più dall’istinto che dalla ragione. I motivi della rabbia possono essere i più vari e non sempre si conosce la personalità o il grado di sopportazione delle persone con cui abbiamo a che fare (tanto in un tribunale come in un supermercato).

Può risultare molto utile sapere come affrontare tali atteggiamenti e cercare di ricondurre alla ragione, o almeno calmare, una persona alterata. Cominciamo col dire che bisogna fare attenzione all’abbigliamento della persona in questione e altri piccoli indizi accessori quali il taglio di capelli, anelli, catene e così via; una persona vestita in maniera aggressiva probabilmente sarà più incline all’aggressività.

La prima cosa da fare è tenere le mani e il petto in vista, evitando di incrociare le braccia, mostrando così di essere inoffensivi agli occhi della persona arrabbiata, a tal scopo è utile anche stringere le spalle e abbassare leggermente il mento.

Nell’avvicinarsi all’altro è opportuno adottare un approccio angolato piuttosto che un approccio frontale, questo per evitare che la persona alterata pensi di essere sfidata o fronteggiata in qualche modo; se possibile provate anche a instaurare un contatto fisico, magari toccandola sul braccio o sulla spalla, per farle sentire la vostra presenza fisica oltre che psicologica.

Per quanto riguarda la comunicazione verbale è preferibile parlare a velocità e a volume normali, per non allarmare chi ci sta di fronte, e usare termini con valenza positiva evitando, se possibile, di pronunciare parole negative che potrebbero peggiorare la situazione.

E’ importante anche prestare attenzione ad azioni che possono segnalare una possibile imminente aggressione (stringere i pugni, agitare braccia o gambe, sferrare pugni o calci a oggetti, mordersi le labbra, ripetizione di parole o frasi aggressive o confuse).

In una situazione di pericolo con più persone presenti una buona tattica può essere quella di rimanere immobili per evitare di essere notati, ovviamente solo nel caso in cui le ire non siano rivolte direttamente verso di noi; se una persona alterata si avvicina troppo con fare aggressivo siate sempre pronti a indietreggiare stabilendo una distanza di sicurezza adeguata.

Per concludere ritengo utile mettere in luce anche un paio di comportamenti da evitare il più possibile quando si fronteggia, volenti o nolenti, qualcuno arrabbiato: non è saggio fissare negli occhi una persona arrabbiata, anche se può essere utile per controllare le sue reazioni, poiché tale gesto viene spesso interpretato come una sfida. Allo stesso modo bisognerebbe evitare di bloccare le braccia e – in generale – i movimenti dell’altro quando non strettamente necessario: infatti, tale costrizione in una situazione concitata potrebbe portare a un aumento dell’aggressività.

 

Dott. Francesco Di Fant, esperto di C.N.V.

 

www.francescodifant.it

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