Conversazione con il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, l’Avv. Mauro Vaglio

Scritto il 10/04/2012, 08:04.

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Il 23 e il 24 marzo si è tenuto a Milano il Congresso Nazionale straordinario dell’Avvocatura sulle attuali problematiche della giustizia e della professione forense.

l’assemblea ha approvato 14 mozioni destinate ad aprire un confronto dialettico con il Presidente del Consiglio Mario Monti e il Ministro della Giustizia Prof. Avv. Paola Severino.

Abbiamo intervistato il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, l’Avv. Mauro Vaglio.

La mozione da lei presentata e approvata al Congresso Straordinario Forense del 23-24 marzo riguarda la richiesta di abrogazione dell’ultimo comma dell’art. 91 c.p.c., così come modificato dalla L. n. 10/2012, secondo il quale nelle cause di valore inferiore ad € 1.100,00 le spese legali liquidate dal giudice non possono superare il valore della domanda. Ci può spiegare cosa determinerebbe in concreto l’attuazione di questa disposizione se non fosse abrogata?

Il cittadino si troverà a non potersi più opporre ai soprusi dei grandi enti, delle pubbliche amministrazioni e così via. Si pensi ad esempio ai casi in cui nelle bollette telefoniche, della corrente elettrica ed altro si rinvengono piccole somme richieste illegittimamente.
Chi volesse far valere i propri diritti sarebbe impossibilitato ad avvalersi della difesa tecnica, che, anche in caso di vittoria totale, avrebbe un costo di gran lunga superiore al minimo importo contestato. La conseguenza è l’impunità per questi colossi, che potranno arricchirsi a danno dei cittadini, inserendo qua e là delle somme irrisorie che però moltiplicate per milioni di utenze determinano cifre da capogiro. Analogo discorso vale per gli illegittimi verbali di violazione al codice della strada e a tanti altri casi che si verificano costantemente.

Un’altra mozione approvata al Congresso riguarda la richiesta di abrogazione della norma che consente la partecipazione nelle società di avvocati, anche di soci “non professionisti per finalità di investimento” ovvero meri soci di capitale non iscritti all’albo. Quali sono le sue considerazioni a riguardo?

E’ evidente che lucrare sull’attività professionale da parte di un terzo è un controsenso, anche e soprattutto in considerazione del principio di autonomia e indipendenza dell’Avvocato. Basti pensare che negli Stati Uniti, almeno in quegli Stati in cui operano Colleghi che ho interpellato, è assolutamente vietata la partecipazione di solo capitale nelle società tra Avvocati. Lo scopo di questa norma è probabilmente quello di permettere alle imprese di costituirsi studi legali da esse dipendenti, con buona pace dei principi di cui sopra.

Pensa che la soppressione di diverse sedi giudiziarie e una nuova riorganizzazione territoriale degli uffici (giustificata dal Governo per raggiungere obiettivi di risparmio e di efficienza) possano portare benefici economici, oppure ritiene che possano aggravare la già difficile situazione degli uffici giudiziari e l’eccessiva durata dei processi?

Già la situazione della giustizia in Italia è abbastanza grave. Non mi sembra dalla chiusura degli uffici giudiziari periferici si possa determinare alcun giovamento, anzi sono dell’opinione che l’ulteriore carico andrà ad aggravare ancor di più tale difficile condizione.

Le 14 mozioni approvate al Congresso sono state inviate al Presidente del Consiglio Monti e al Ministro della Giustizia Severino, ai quali verrà poi richiesto un incontro. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma come pensa di proseguire nella strada del dialogo e delle proposte?

Ci stiamo già muovendo per intensificare i contatti con il Governo e con i Parlamentari, sempre però nel rispetto dei ruoli all’interno dell’Avvocatura e, quindi, di concerto con l’Organismo Unitario dell’Avvocatura, con il Consiglio Nazionale Forense, con la Cassa Forense, con gli altri Ordini e con le Associazioni. Questo è il momento di dimostrare alla politica che procediamo uniti verso un unico obiettivo, che è quello di far comprendere che alcune delle norme già approvate sono assolutamente dannose per i cittadini e per il diritto costituzionale di difesa. In qualche modo si dovrà correre ai ripari nell’interesse, non solo dell’Avvocatura, ma soprattutto della democrazia e della giustizia.

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