Natale 2011 in Tribunale … due episodi per riflettere
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A Natale tutti più buoni? No. Arroganza e totale assenza di senso civico, che si spera vengano cancellati dal nuovo anno 2012.
Il 23 dicembre 2011, il giorno prima della vigilia, l’assistente dell’VIII sezione del Tribunale Civile di Roma, la Sig.ra Giustini Luana ha un malore e chiede il permesso alla Dirigente di potersi recare al presidio medico che si trova nella palazzina accanto per una visita cardiologica.
Così l’ufficio viene temporaneamente chiuso con l’avviso della riapertura a breve.
Effettivamente la cancelleria è rimasta chiusa per pochi minuti, quelli sufficienti affinché il pochissimo personale, ormai ridotto all’osso, si potesse riorganizzare e riaprire l’ufficio con un sostituto.
Eppure qualcuno si innervosisce e si lamenta della situazione.
Non chiede alla Signora Luana se abbia bisogno di aiuto, se abbia bisogno di essere accompagnata dal medico, nessun gesto di umanità, solo rabbia; e poi, dubitando delle condizioni di salute della signora Luana, si reca dai Carabinieri per presentare una denuncia per interruzione di pubblico servizio (art. 331 c.p. perseguibile d’ufficio).
Ecco dunque che i Carabinieri telefonano al presidio medico per accertarsi se veramente la Signora Luana fosse in visita dalla cardiologa. Sorpresa! La Sig.ra Luana stava effettuando la visita medica.
Pochi giorni prima di questo episodio ho personalmente vissuto un altro caso di totale assenza di senso civico; ero in fila nell’agenzia postale che si trova all’interno della Città giudiziaria di Piazzale Clodio, consapevole che alle ore 12.30 lo sportello avrebbe chiuso per aderire allo sciopero, come chiaramente annunciava il cartello. Ma ecco che la Dirigente esce dalla sua stanza e comunica ai dipendenti di aver ricevuto una telefonata con un nuovo ordine di chiudere alle 12.00.
I dipendenti fanno presente che le 12.00 erano passate e che il cartello avvertiva che la chiusura era prevista per le 12.30. Anche io mi appello al buon senso e alla prassi da sempre adottata negli uffici pubblici, chiedendo che fossero concluse le operazioni dei pochi utenti in fila, almeno fino alle 12.30. Niente, la Dirigente non ha voluto sentire ragioni e ha ordinato l’immediata chiusura dei terminali.
La ragione dello sciopero? Le poste italiane non vogliono la liberalizzazione. Che dire, forse se ci fosse concorrenza i cittadini verrebbero trattati con più rispetto.
m.e.p.
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