Finanziaria & Giustizia

Scritto il 20/07/2011, 03:07.

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Convertita in legge la manovra progettata da Tremonti. Nonostante la spesa prevista di 51 miliardi di euro in tre anni, molto sembra demandato al futuro.

In tema di giustizia la manovra prevede misure per i tagli dei costi e per la gestione delle risorse tra cui: la redazione annuale da parte dei capi degli uffici giudiziari, previo ascolto dei presidenti dei rispettivi consigli dell’ordine degli avvocati, di un programma per la gestione dei procedimenti civili, amministrativi e tributari pendenti; la semplificazione delle comunicazioni processuali e della decisione in grado di appello; la possibilità di stipulare convenzioni per la formazione professionale dei giovani laureati nei tribunali come assistenti a giudici e magistrati; la distribuzione di incentivi economici per gli uffici giudiziari più efficienti nel ridurre il lavoro arretrato; la sospensione dei processi penali per gli imputati irreperibili; la deroga al divieto di svolgere le funzioni requirenti e giudicanti monocratiche penali limitata ai magistrati nominati nell’agosto 2010 per ovviare alla scopertura delle sedi.

In tema di giustizia civile è previsto un tetto di sei anni per il processo e si registrano critiche per l’aumento dei costi dei contributi unificati (estesi anche alle cause di lavoro). Le nuove entrate saranno destinate a un fondo, sotto il controllo del Ministro della Giustizia e degli organi di autogoverno della magistratura tributaria e amministrativa, destinato alla realizzazione di interventi urgenti in materia di giustizia civile, amministrativa e tributaria. Cambiamenti e novità che si affiancano all’imposizione della pratica della mediazione, pensata nello scorso anno per ridurre i costi legali ma, che per ora, sembra piuttosto destinata al contrario.

Episodi estemporanei non passeranno come provvedimenti ma rimangono interessanti spunti di riflessione. Su tutti il discusso caso della norma ribattezzata ‘salva-Fininvest’ (apparsa nel testo della manovra tra il 2 e il 3 luglio e ritirata dopo pochi giorni) che puntava a modificare gli artt. 283 e 373 del codice di procedura civile per rendere obbligatoria (e non più facoltativa), da parte del giudice, la cauzione di sospensione di una pronuncia in attesa della sentenza di Appello o di Cassazione.

Andrea Berri

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