Donne e lavoro: Norme antidiscriminazione

Scritto il 5/07/2011, 06:07.

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Il decreto legislativo del 25 gennaio 2010, n. 5, ha rafforzato il principio di antidiscriminazione tra sessi, confermando e ampliando la portata del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (decreto legislativo dell’11 aprile 2006, n. 198), che disciplina una normativa per prevenire e rimuovere qualsiasi discriminazione sessuale.

Il Codice definisce illecite:
– Le discriminazioni dirette (qualsiasi disposizione, criterio, prassi, atto, patto o comportamento, nonché l’ordine di porre in essere un atto o un comportamento, che produca un effetto pregiudizievole discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e, comunque, il trattamento meno favorevole rispetto a quello di un’altra lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione analoga).
– Le discriminazioni indirette (disposizioni, prassi, comportamenti apparentemente neutri, ma in grado di mettere anche solo potenzialmente i lavoratori dell’altro sesso in una posizione di svantaggio rispetto ai lavoratori dell’altro sesso).
– Le molestie (comportamenti indesiderati posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile degradante, umiliante, offensivo).
– Le molestie sessuali (particolarmente riprovevoli, che si manifestano in forma fisica, verbale o non verbale).
– Le discriminazioni di reazione (quando il datore di lavoro assume comportamenti sfavorevoli per reagire a un reclamo o ad un’azione volta a ottenere il rispetto del principio di parità).
L’obiettivo del Dlgs. del 25 gennaio 2010 n. 5 è l’uguaglianza tra i sessi in tutte le attività e politiche.

Sulla parità di trattamento tra uomini e donne in ambito lavorativo, per una maggiore autonomia della donna sul piano personale, professionale ed economico si fa riferimento alla Legge del 9 dicembre 1977, n. 903. Inoltre, la Legge del 10 aprile 1991, n. 125, potenzia la figura del consigliere di parità (già prevista dalla Legge 863/1984 e dalla Legge 56/87), un pubblico funzionario che ha il compito di agire per favorire l’occupazione femminile, rimuovere gli ostacoli alla realizzazione della piena eguaglianza tra i sessi nei luoghi di lavoro.

Per migliorare l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale, il Dgls. del 30 maggio 2005, n. 145, apporta alcune modifiche alla Legge 903/1977 e alla Legge 125/1991.
Sempre in merito all’occupazione, garantisce la parità di trattamento tra donne e uomini la Legge del 4 novembre 2010, n. 183.

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