Maternità del co.co.pro. e scadenza contratto – Il caso “Angela”

Scritto il 10/05/2012, 10:05.

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Al comma 3, l’articolo 66 del Dlgs. 276/2003 prevede che: in caso di gravidanza del collaboratore a progetto, la durata del rapporto sia prorogata per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale. La sig.ra “Angela” pone la seguente questione “Da quando decorrono i 180 giorni? Se la scadenza del contratto è 15.05.12, significa che essa è prorogata al 15.11.12?”.

La sig.ra “Angela” è una collaboratrice a progetto (art. 61 e s. del Dlgs. n. 276/2003 – cd. Legge Biagi), con contratto avente termine di scadenza 15/05/2012, ed è in gravidanza da Ottobre 2011 (data presunta del parto 25/07/2012).

In tale situazione, la sig.ra “Angela” chiede di sapere, concretamente, quando scadrà il suo contratto di lavoro progetto.

La fattispecie rientra nella disciplina dell’art. 66, 3° comma, del Dlgs. n. 276/2003, norma che stabilisce, “in caso di gravidanza” della collaboratrice a progetto, la proroga della scadenza contrattuale per un periodo di 180 giorni, salvo più favorevole disposizione del contratto individuale (circostanza che, sulla base dei dati forniti da “Angela”, non risulta sussistere nel caso in esame).

Ora, prorogare un termine certo di efficacia finale, apposto in un contratto, significa, concretamente, “posticipare la scadenza del contratto stesso”: dunque, se il contratto a progetto ha un termine finale fissato al 15/05/2012, la proroga di 180 giorni posticipa tale scadenza al giorno 12/11/2012 (il centottantesimo giorno sarebbe l’11/11/2012, ma cade di domenica: quindi, si posticipa al primo giorno feriale successivo – artt. 1187 e 2963 c.c.; nei contratti di lavoro non esistono usi diversi).

Vale la pena di osservare come “Angela” sbagli il calcolo della proroga, indicando quest’ultima nel giorno 15/11/2012: ciò sarebbe corretto se l’articolo 66 Dlgs. cit. stabilisse la medesima proroga in sei mesi, e non in 180 giorni!

Ad avviso di chi scrive, a tale conclusione si giunge, ragionevolmente, anche in presenza dell’ambigua formulazione del disposto dell’art. 4 D.M. 12/07/2007.

L’infelice redazione del testo di quest’ultimo articolo potrebbe portare ad interpretare la norma dell’art. 66 Dlgs. cit. in senso restrittivo: nel senso, cioè, che la proroga opererebbe solo nel caso in cui l’astensione obbligatoria dal lavoro per maternità iniziasse prima della scadenza del termine contrattuale.

In questo caso, perciò, il contratto di “Angela” non sarebbe prolungato di 180 giorni, in quanto l’astensione obbligatoria della medesima collaboratrice inizierebbe il giorno 25/05/2012, cioè dieci giorni dopo la scadenza del contratto stesso.

A nostro avviso, però, una simile interpretazione è priva di fondamento giuridico: l’art. 66 Dlgs. cit. indica semplicemente lo stato di gravidanza ed un decreto ministeriale non può, di fatto, modificare un decreto legislativo (essendo quest’ultimo una fonte di diritto di grado superiore).

In conclusione, in astratto, il contratto di “Angela” scadrà il 12/11/2012.

Tuttavia, bisogna rilevare come una parte della Dottrina giuslavoristica abbia, a suo tempo, sollevato dei dubbi sulla portata della proroga prevista dall’art. 66 Dlgs. cit..

In particolare, è stato osservato come la suddetta abbia una sua giustificazione solo nel caso in cui il progetto in contratto risulti ancora concretamente da realizzare (o realizzabile): contrariamente, la proroga opererebbe solo formalmente fino alla scadenza del periodo di astensione obbligatoria, ma, successivamente, non vi sarebbe alcuna ripresa dell’attività lavorativa da parte della collaboratrice.

Pertanto, se il caso di “Angela” rientrasse in tale fattispecie, il suo contratto scadrebbe il 25/10/2012.

A nostro avviso, detta riflessione dottrinaria ha un suo solido fondamento: è, infatti, pacifico come il termine (essenziale) di efficacia finale di un contratto di lavoro a progetto sia la realizzazione concreta (o la possibilità di realizzazione in concreto) del progetto concordato.

Di conseguenza, per poter accertare con sicurezza la scadenza in questione, è indispensabile sia un esame del testo contrattuale sottoscritto, sia della sua concreta attuazione data dalle parti.

Nel merito di quest’ultimo aspetto, giova ricordare come, nella prassi corrente, i contratti di lavoro a progetto spesso dissimulino (con buona pace di eventuali – quanto inutili – certificazioni!) un rapporto di lavoro subordinato, circostanza che determinerebbe una regolamentazione profondamente diversa del caso esaminato.

Avv. Guido Cesarano

 

 

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