Più libri in carcere: consegna di libri in lingua ai detenuti stranieri delle carceri della Capitale

Scritto il 2/07/2012, 11:07.

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Continua l’impegno del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale Filippo Pegorari, a favore della promozione della cultura all’interno delle carceri romane.

Il progetto denominato “Raccolta di libri in lingua straniera”, ideato dall’Ong Voci di Popoli del Mondo con la collaborazione del GUN (Glocal University Network), prevede il recupero e la donazione di libri il lingua originale ai detenuti stranieri.

La prima consegna è avvenuta il giorno 15 Giugno presso la Casa di Reclusione maschile di Rebibbia alla presenza dell’Avv. Filippo Pegorari, della Dott.ssa Igiea Lanza di Scalea (Presidente dell’Ong Voci di Popolo) e del Direttore del penitenziario Stefano Ricca.

Lo scopo di questa iniziativa è il miglioramento dello stato detentivo degli immigrati presenti negli istituti di reclusione romani. Molti di questi, infatti, non parlano e non comprendono la lingua italiana e il libro può diventare un caro amico, un prezioso alleato che supporta il detenuto straniero durante il periodo di reclusione.

La nostra comunità multilingue – ha dichiarato Pegorari – ci impone di non lasciare soli coloro che parlano idiomi diversi dal nostro. La cultura non è solo quella prettamente legata all’ambito degli studi scolastici; può essere intesa anche come cultura del paese di provenienza. Questi volumi permetteranno ai detenuti stranieri di godere della loro compagnia durante il periodo di carcerazione. I testi raccolti sono stati donati da ambasciate, consolati e fondazioni straniere presenti nella nostra città. Questa è una prima consegna alla quale, mi auguro, si possa dare seguito con altre donazioni”.

Il vissuto detentivo – ha precisato Igiea Lanza di Scalea – a fronte delle carenze cui versa il nostro sistema penitenziario, è oltremodo complesso. Se pensiamo ad uno straniero, spesso clandestino, lontano dalla famiglia, scarsamente alfabetizzato o comunque non in grado di interloquire in lingua italiana, la carcerazione deve rappresentare, senza esagerare, una sfida alla sopravvivenza. L’idea di organizzare una raccolta di libri in lingua straniera è nata da una precedente esperienza maturata a Rebibbia, quando, nell’interloquire con il personale presente, abbiamo appreso la carenza di libri in talune lingue straniere. La ‘raccolta permanente’ è nata ‘ufficialmente’ a seguito di questo scambio verbale del tutto casuale”.

L’iniziativa promossa dall’Ong Voci di Popoli del Mondo.

La donazione di libri è stata definita dal Direttore della Casa di reclusione un “potenziamento singolare del sistema bibliotecario dell’istituto” che si avvale della collaborazione della Biblioteca di Roma per la conservazione e catalogazione dei testi.

La biblioteca – afferma Stefano Ricca – è un luogo che ha permesso la creazione di posti di lavoro per i detenuti. La nostra biblioteca espleta la sua funzione attraverso il servizio del prestito bibliotecario. La condivisione di questi testi incarna perfettamente lo spirito dell’iniziativa: creare integrazione tra persone di nazionalità differente”.

Al termine della cerimonia di consegna dei libri una rappresentanza della Scuola di Mosaico dell’istituto penitenziario (Sunjay Gookooluk, Iofin Husanu, Massimo Barberini e Marco Caredda) ha fatto dono al Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, di un’opera d’arte realizzata dagli stessi detenuti e raffigurante un particolare dei mosaici di Pompei. L’omaggio ricevuto ha dato vita a un nuovo obiettivo: realizzare una cooperativa che permetta la vendita dei mosaici prodotti dai detenuti.

Queste sono opere d’arte che appartengono allo Stato – ha dichiarato l’Avv. Pegorari – e che per tale motivo non possono essere vendute. La nascita di una cooperativa permetterebbe la loro commercializzazione. Gli artisti della Scuola di Mosaico avrebbero così la possibilità di intravedere un futuro post penam concreto in cui l’arte può diventare un mezzo di sostentamento”.

Silvia Chiappinelli

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